Comunicato stampa ottava edizione 2025 - Fondazione MAST - Photography Grant on industry and work / 2020

Comunicato stampa ottava edizione 2025

Giovedì 30 gennaio 2025, Fondazione MAST presenterà le opere dei cinque finalisti del MAST Photography Grant on Industry and Work 2025, concorso fotografico su industria e lavoro dedicato ai talenti emergenti giunto alla sua ottava edizione: Felicity Hammond, Gosette Lubondo, Silvia Rosi, Sheida Soleimani, Kai Wasikowski. La mostra, curata da Urs Stahel, sarà allestita nella Photo Gallery del MAST e visitabile gratuitamente fino al 4 maggio 2025.


Selezionati tra quarantadue candidati under 35 provenienti da tutto il mondo, i cinque finalisti hanno sviluppato per Fondazione MAST un progetto originale e inedito sui temi del premio. Il 29 gennaio, durante la conferenza stampa d’apertura, la Giuria composta da Isabella Seràgnoli, Franco̧is Hébel, Milo Keller, Michael Mack, Simon Njami, Alona Pardo, Giovanna Silva, Urs Stahel, Francesco Zanot, comunicherà il vincitore di questa edizione.


“I grandi temi classici dell’industrializzazione e della fotografia industriale – spiega Urs Stahel – sono le fabbriche, gli operai, le macchine, gli altiforni, le colate d’acciaio, le catene di montaggio e molto altro ancora. Ma […] l’industrializzazione va ben oltre questo, si spinge più in profondità ed è qualcosa di estremamente complesso. E’ diventata essa stessa una nuova società, una nuova struttura di vita, una nuova condizione mentale: un sistema che abbraccia l’intera esistenza umana.”


I progetti dei finalisti per l’edizione 2025

Felicity Hammond (Birmingham, 1988): Autonomous Body.Con questo progetto l’artista mira a stabilire nuove connessioni tra il passato e il futuro della produzione automobilistica. Le immagini create da Hammond esplorano in modo dialettico i processi di produzione, ancorati all’estrazione mineraria e all’industrializzazione novecentesca, e le più moderne tecnologie di guida autonoma, che pongono le basi dell’automobile quale oggetto sempre più indipendente dal conducente.

Gosette Lubondo (Kinshasa, 1993): Imaginary Trip III. Attraverso una serie di fotografie sulle industrie coloniali del territorio di Lukula, nella Repubblica Democratica del Congo, l’artista approfondisce la ricerca sulla storia e la memoria del suo paese. Specializzati per lo più nella produzione di legname, questi luoghi erano centri nevralgici dell’economia locale.

Silvia Rosi (Scandiano, 1992): Kɔdi. Il titolo di questa serie si riferisce alla parola togolese “codice”. Il lavoro presentatoda Rosiconsiste in una serie di ritratti e autoritratti ispirati alle storie delle Nana Benz, le potenti donne che controllavano il commercio di tessuti wax a Lomé, nel Togo, figure importanti nella conquista dell’indipendenza dalle potenze coloniali.

Sheida Soleimani (Providence, 1990): Flyways. Il progetto di Soleimani mira a identificare dei percorsi, delle vie di fuga da un mondo che, nella sua visione, è sempre più dominato dalla distruzione della vita umana e non. Le immagini dell’artista propongono un duplice livello narrativo: le storie delle donne che animano il movimento di protesta Women, Life, Freedom in Iran e le vicende degli uccelli migratori feriti a causa della collisione con edifici e strutture costruite dall’uomo.

Kai Wasikowski (Australia, 1992): The Bees and the Ledger. In queste opere Wasikowski indaga come nei flussi migratori si verifichi spesso, per diverse ragioni, una dispersione di professionalità: esperienze lavorative maturate nel paese d’origine, non vengono riconosciute dalla nuova patria causando una perdita netta. Punto di partenza di questa ricerca è la nonna, immigrata dalla Polonia in Australia negli anni Settanta.

Il catalogo, pubblicato da Fondazione MAST in italiano e inglese, è a cura di Urs Stahel e include i testi di Clément Chéroux, Charlotte Jensen, Kim Knoppers, Bindi Vora, Stanley Wolukau-Wanambwa.

Il premio e Fondazione MAST

Nato nel 2007 per sostenere la ricerca sull’immagine dell’industria e del lavoro e dare voce ai talenti emergenti, il MAST Photography Grant on Industry and Work, promosso da Fondazione MAST, consente ai giovani fotografi che vincono la borsa di studio di sviluppare un progetto sui temi in questione e di realizzare una mostra accompagnata da un catalogo. Nel tempo il concorso ha contribuito alla creazione di una raccolta fotografica di artisti contemporanei che ora fanno parte della storica e articolata collezione di fotografia industriale di Fondazione MAST.

Fondazione MAST è un’istituzione culturale internazionale e filantropica, basata sulla Tecnologia, l’Arte e l’Innovazione, nata a Bologna nel 2013. Situata accanto alla sede del gruppo industriale Coesia, in un complesso multifunzionale concepito come tramite tra l’impresa e la comunità, il MAST è un luogo aperto di condivisione e collaborazione in cui ogni cittadino ha accesso all’apprendimento, alle arti, alla fotografia. Gli spazi espositivi ospitano mostre temporanee dedicate alla fotografia dell’industria e del lavoro.